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Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

Il Mio spazio. Il Tuo spazio.

Doccia con ragno, cucciolo.
Colazione da Tiffany con Audrey? (andava bene pure con qualcuna dal nome più sobrio: Francesca, Manuela…) No, manco per niente.
Colazione col geco che mi osserva con aria strafottente dal soffitto.
Oltre a Reina, la mia regina gatta cacciatrice che di giorno mi si presenta con teste di topo morto (a noi ci piace citare Troisi) e di notte fa i festini invitando chiunque sul divano. Continue reading “Il Mio spazio. Il Tuo spazio.”

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False

E lui a mezz’ora dalle urla
fischia, fischietta.
Sparge veleni
piano che non si senta.
Sei tu lo straccio
su cui il suo marcio si getta.
Poi si mette a fischiare Continue reading “False”

Silent Evolution

 

Jason decaires Taylor

Art Museum, Cancun, Messico

 

 

Nessun cambiamento viene da solo, da fuori
Conosco la solfa del gioco
Dev’esserci almeno un clic, un lampo
Conosco. Le regole. Del gioco.
Perciò oggi qui, per ricordo Continue reading “Silent Evolution”

BASTA

Perchè -mi chiedevo- sono tanto ma proprio tanto inferocita con la gente che fa discorsi similfilosofici, quasipoesia, pseudoletteratura, sull’ineluttabilità del disastro psichico e fisico della persona adulta che ha vissuto abusi da bambin*? Perché mi ci viene la bestia? non mi scivola? mi chiedevo ‘sti giorni.  E la risposta è molto semplice: perché l’ho pensato anch’io, di me, per anni. Ho vissuto dicendo a me stessa che era andata, che ormai ero tarata, che non avrei mai potuto essere felice, amata, che non sarei stata in grado di amare nessun*, che mi sarebbe venuta, che ne so, l’ulcera stratosferica, il polmone raggrinzito, come minimo.

Continue reading “BASTA”

Aydolor.

 

 

Nello stato di violenza dove anche la forza, resistenza, dignità e solidarietà fanno una breve parte all’interno dello stesso gioco al massacro. Quando la speranza che possa finire non è che un giocattolo che siamo abituat* ad usare per rimanere inermi, Continue reading “Aydolor.”

Affare di Tutt*

Nostra Signora La Scienza, Nostra Santissima Madre La Biologia, Nostro Padrone Lo Stato veniamo a Voi come umil* serv* a chiedere la Grazia. Donateci il perdono per essere state vittime così impudent*, per aver osato alzare la voce, cambiare i nostri destini da Voi Accuratamente scelti. Che la maledizione de* bambin* violat* si abbatta secondo Vostro volere sull’adult* che è diventato. Continue reading “Affare di Tutt*”

Parole Lette

Le lascio correre così senza pensare salto frasi cerco il finale
me le tengo in bocca assaporo il suono le canticchio:
gli do il mio tempo levo le rime aggiungo punti.

Gli faccio dire altro: come devono. Quello che mi serve.

Mi dicono cose importanti mi fanno un sorriso largo interno
mi aprono prendono e lasciano lì a non sentire nient’altro.
Fanno domande mi stancano mi snervo, estraneo
le guardo come se non le stessi guardando
mi dissocio: Non sento neanche niente, non ti vedo proprio.

Trovo l’enigma la chiave la soluzione trovo l’ingegno
per trovare la chiave per sciogliere l’enigma
e dispero. Non capisco. O forse lo stile? O: chi ti credi di essere? Continue reading “Parole Lette”

Compagn@

Ho tant@ compagn@
che non riesco a contarl@
nelle valli, in montagna
nella pampa, al mare

Ognun@ con il suo lavoro
con i suoi sogni ognun@
con la speranza davanti
e con i ricordi dietro di sé

Gente con mani generose
per amicizia
con un pianto da piangere
e una preghiera da recitare

Continue reading “Compagn@”

Sirene

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Può anche succedere
che cinque sirene suonino
contemporaneamente. Quasi mai
ma succede.
Di solito invece segue un ordine, così:
La prima annuncia che tutto finirà a breve
La seconda segnala che si può uscire Continue reading “Sirene”

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