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Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

Giornata Mondiale Della Giornata Mondiale

Sono tante eh. Però ci possiamo impegnare ancora. Dobbiamo arrivare a un paio di giornate mondiali al giorno, almeno. Continua a leggere “Giornata Mondiale Della Giornata Mondiale”

When the Bough Breaks, Andrea Gibson

Quando il ramo si spezza

Sono le due di notte
Al pronto soccorso lo psichiatra mi guarda
da sotto la sua cartella
con occhi pagati per prendersi cura
e mi chiede se vedo persone che non sono per davvero qui.
Gli rispondo: vedo delle persone,
come diavolo pensi che possa sapere se ci sono davvero o no?
Lui non ride e neanche io. Continua a leggere “When the Bough Breaks, Andrea Gibson”

Barthes, Frammenti di un Discorso Amoroso

 

Roland-Barthes

 

[WINNICOTT: “”La Crainte de l’effondrement”, 75]. Ma “la paura clinica del crollo è la paura d’un crollo che è già stato subito (“primitive agony”) […] e vi sono dei momenti in cui un paziente ha bisogno che gli si dica che il crollo la cui paura mina la sua vita è già avvenuto”. Lo stesso avviene, a quanto sembra, per l’angoscia d’amore: essa è la paura di una perdita che è già avvenuta, sin dall’inizio dell’amore, sin dal momento in cui sono stato stregato. Bisognerebbe che qualcuno potesse dirmi: “Non essere più angosciato, tu l’hai già perduto(a)”.

 

ANNULLAMENTO. Accesso di linguaggio durante il quale il soggetto giunge ad annullare l’oggetto amato sotto il volume dell’amore stesso: con una perversione propriamente amorosa, il soggetto ama l’amore, non l’oggetto.[…] Basta che, in un lampo, io veda l’altro nelle vesti d’un oggetto inerte, come impagliato, perché trasferisca il mio desiderio da questo oggetto annullato al mio stesso desiderio; io desidero il mio desiderio, e l’essere amato non è più che il suo accessorio.Mi esalto al pensiero di una così nobile causa, che non tiene nel minimo conto la persona che ho preso a pretesto (questo è almeno quanto mi dico, felice di potermi innalzare sminuendo l’altro): io sacrifico l’immagine all’Immaginario. E se un giorno dovessi decidermi di rinunciare all’altro, il violento lutto che mi colpirebbe sarebbe il lutto dell’Immaginario: era una struttura cara, e io piangerei la perdita dell’amore, non già la perdita di questa o quella persona. Continua a leggere “Barthes, Frammenti di un Discorso Amoroso”

PeaceandLove

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Foto: Ren Hang

 

Ascolta. L’acqua che scorre. Il campanile che suona le undici meno un quarto, il vocio in lontananza e più lontane le macchine, un clacson, una bestemmia. Senti, il piccione che si avvicina alla mollica, la gatta in calore, quell’uomo che dice: mo’ nonno te porta a vedé le pecore.  Continua a leggere “PeaceandLove”

Jana Černá, Lettera. Parte Seconda

 

Continua da qui

[…]Mi si creda quindi quando dico che non la ragionevolezza mi induce a pensare che, se staremo insieme, sarà così solo in seguito ad una riflessione veramente libera. Ma proprio perché non ho neanche un pizzico di quella oscura qualità, così altamente stimata e riverita in questo mondo irrazionale (è peraltro piuttosto stupefacente come questo mondo irrazionale si basi proprio sulla ragionevolezza), proprio per questo quindi non sono in grado di pormi alcun limite, non voglio pormelo. Continua a leggere “Jana Černá, Lettera. Parte Seconda”

Jana Černá. Lettera.

 

Da “In culo oggi no” Prima parte

Caro, caro, caro, e insomma, ecco, dunque, per quel che ne so, ho preso in prestito questa macchina per poter assicurare, scrivendo, la base materiale di sussistenza per i bambini, per noi, insomma per tutti, e adesso invece eccomi qui a scrivere una lettera d’amore -c’è qualcosa da qualche parte che non funziona – o forse al contrario tutto è in perfetto ordine, solo che poi è una situazione di merda in un altro senso, e quindi non c’è scelta.
Sento però i Tuoi baci ancora sulle labbra -dirla in modo più banale forse neanche si può, ma è così e io sono già abbastanza in là con gli anni per non dover evitare le banalità. Abbastanza in là con gli anni e abbastanza innamorata -perché oltre a tutto ciò di cui abbiamo parlato e che riguarda noi, sono anche innamorata-lo scopro alla mia età con uno stupore un po’ divertito, ma siccome il mondo davvero non è credibile neanche un po’, lo prendo come un dato di fatto. Continua a leggere “Jana Černá. Lettera.”

Chetamina A Basso Dosaggio Senza Assunzione (La Morbidezza è uno Stato dell’Essere)

Pregnant+couple,+1965

Foto: Judy Dater
Sito: http://judydater.com/nudes/zp97o3hyq7lx7zxbtcu8ew6n4u5fyd

Morbida questa ciocca di capelli lucente
e morbida mi accarezza un sorriso
morbido, la saliva bollente
sulle guance scivola morbida
la lingua nel bacio
delle nostre occhiaie profonde.
-E’ l’alba siamo stanche-

La luce entra, arancia tra le tende
illumina il suo minuscolo seno, il taglio
profondo che mi strappa e prendo Continua a leggere “Chetamina A Basso Dosaggio Senza Assunzione (La Morbidezza è uno Stato dell’Essere)”

L’Inquilino

“Stella, mi stavo chiedendo: un dente è parte di noi stessi vero? come un pezzetto della nostra personalità?
Una volta ho letto da qualche parte che un uomo aveva perso un braccio in un incidente e volle farlo seppellire in un cimitero. Le autorità glielo proibirono, il braccio fu cremato. Tutto qua. Mi domando: se hanno rifiutato di dargli le ceneri -se è così-, con quale diritto?

Dimmi: in quale preciso momento un individuo smette di essere quello che crede di essere?
Mi tagli un braccio, bene, io dico: me e il mio braccio. Mi tagli anche l’altro braccio, io dico: me e le mie due braccia. Togli il mio stomaco, i miei reni -ammettendo che sia possibile- io dico: me e e il mio intestino.
-Segui vero?-
Ora, se mi tagli pure la testa che cosa direi? me e la mia testa o me e il corpo? che diritto ha la mia testa di chiamarsi me, che diritto?”

Da “L’inquilino del terzo piano”, Polanski 1976, tratto dal romanzo di Roland Topor

E quanto ci è caro e facile non vedere, soprattutto nelle relazioni con L’AltrA, che in Noi abita un inquilino dubbioso e fragile, che ci spinge a tagliare, strappare, togliere parti di noi stesse come fossero denti, intestini, teste? Anestetizzate al dolore dell’anima, Continua a leggere “L’Inquilino”

Monologo del Non So

Mariangela Gualtieri

 

Io non so se questa mia vita sta spianata su un

buco vuoto. Non so se il silenzio che indago
é intrecciato alla mia sostanza molle.
Io non so se quello che cerco e ho cercato e
cercherò, non so se quello che cerco
é un insulto a quel vuoto.
Non so se questo fatto di non avere Continua a leggere “Monologo del Non So”

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