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Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

breathless

Semi Pellecchie e Filosofia

Troisi. Mi amor.

“n’esperienza che  ha da fa migliorà! Tonì senza perdere cchiu tiempo tre anni..due anni, mo vid a una, trovi a una che su pe giu’ pensi che te po piacè…appena te  la presentano: piacere Tonino, non mi piace la salsa coi semi e co le pellecchie. …Una volta però Tonì e recuperi tre anni…”

Sirene

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Può anche succedere
che cinque sirene suonino
contemporaneamente. Quasi mai
ma succede.
Di solito invece segue un ordine, così:
La prima annuncia che tutto finirà a breve
La seconda segnala che si può uscire Continue reading “Sirene”

Avevamo gli Occhi troppo Belli

Figlia di puttana. Orgogliosa e puttana.
So da dove vengo. Vengo dritta dalla fica di una ragazzetta romana: Lucia Giangregorio, i capelli crespi e le mani piccole, la pelle e l’anima ruvida e in fondo delicata. Una cresciuta da sola a Tor di Nona, morta troppo giovane, ammazzata dall’indifferenza, dalla povertà, dall’ipocrisia e dalla droga di stato degli anni settanta-ottanta. Una che a calci di pistola terrorizzava i baristi di borgata o se li scopava per campare lei e i fratelli minori. So da dove vengo ma penso che oggi sia ora di dirlo.

Continue reading “Avevamo gli Occhi troppo Belli”

Giornata Mondiale Della Giornata Mondiale

Sono tante eh. Però ci possiamo impegnare ancora. Dobbiamo arrivare a un paio di giornate mondiali al giorno, almeno. Continue reading “Giornata Mondiale Della Giornata Mondiale”

Barthes, Frammenti di un Discorso Amoroso

 

Roland-Barthes

 

[WINNICOTT: “”La Crainte de l’effondrement”, 75]. Ma “la paura clinica del crollo è la paura d’un crollo che è già stato subito (“primitive agony”) […] e vi sono dei momenti in cui un paziente ha bisogno che gli si dica che il crollo la cui paura mina la sua vita è già avvenuto”. Lo stesso avviene, a quanto sembra, per l’angoscia d’amore: essa è la paura di una perdita che è già avvenuta, sin dall’inizio dell’amore, sin dal momento in cui sono stato stregato. Bisognerebbe che qualcuno potesse dirmi: “Non essere più angosciato, tu l’hai già perduto(a)”.

 

ANNULLAMENTO. Accesso di linguaggio durante il quale il soggetto giunge ad annullare l’oggetto amato sotto il volume dell’amore stesso: con una perversione propriamente amorosa, il soggetto ama l’amore, non l’oggetto.[…] Basta che, in un lampo, io veda l’altro nelle vesti d’un oggetto inerte, come impagliato, perché trasferisca il mio desiderio da questo oggetto annullato al mio stesso desiderio; io desidero il mio desiderio, e l’essere amato non è più che il suo accessorio.Mi esalto al pensiero di una così nobile causa, che non tiene nel minimo conto la persona che ho preso a pretesto (questo è almeno quanto mi dico, felice di potermi innalzare sminuendo l’altro): io sacrifico l’immagine all’Immaginario. E se un giorno dovessi decidermi di rinunciare all’altro, il violento lutto che mi colpirebbe sarebbe il lutto dell’Immaginario: era una struttura cara, e io piangerei la perdita dell’amore, non già la perdita di questa o quella persona. Continue reading “Barthes, Frammenti di un Discorso Amoroso”

PeaceandLove

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Foto: Ren Hang

 

Ascolta. L’acqua che scorre. Il campanile che suona le undici meno un quarto, il vocio in lontananza e più lontane le macchine, un clacson, una bestemmia. Senti, il piccione che si avvicina alla mollica, la gatta in calore, quell’uomo che dice: mo’ nonno te porta a vedé le pecore.  Continue reading “PeaceandLove”

Jana Černá, Lettera. Parte Seconda

 

Continua da qui

[…]Mi si creda quindi quando dico che non la ragionevolezza mi induce a pensare che, se staremo insieme, sarà così solo in seguito ad una riflessione veramente libera. Ma proprio perché non ho neanche un pizzico di quella oscura qualità, così altamente stimata e riverita in questo mondo irrazionale (è peraltro piuttosto stupefacente come questo mondo irrazionale si basi proprio sulla ragionevolezza), proprio per questo quindi non sono in grado di pormi alcun limite, non voglio pormelo. Continue reading “Jana Černá, Lettera. Parte Seconda”

Jana Černá. Lettera.

 

Da “In culo oggi no” Prima parte

Caro, caro, caro, e insomma, ecco, dunque, per quel che ne so, ho preso in prestito questa macchina per poter assicurare, scrivendo, la base materiale di sussistenza per i bambini, per noi, insomma per tutti, e adesso invece eccomi qui a scrivere una lettera d’amore -c’è qualcosa da qualche parte che non funziona – o forse al contrario tutto è in perfetto ordine, solo che poi è una situazione di merda in un altro senso, e quindi non c’è scelta.
Sento però i Tuoi baci ancora sulle labbra -dirla in modo più banale forse neanche si può, ma è così e io sono già abbastanza in là con gli anni per non dover evitare le banalità. Abbastanza in là con gli anni e abbastanza innamorata -perché oltre a tutto ciò di cui abbiamo parlato e che riguarda noi, sono anche innamorata-lo scopro alla mia età con uno stupore un po’ divertito, ma siccome il mondo davvero non è credibile neanche un po’, lo prendo come un dato di fatto. Continue reading “Jana Černá. Lettera.”

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