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Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

Sogno: Intervento

DANZA

Il mio intervento teatralizzato sulla narrazione delle conseguenze in età adulta dell’abuso e maltrattamento su minori  è pronto. Il copione scritto e nel frattempo ho trovato una splendida compagna per quest’avventura. Tra febbraio e marzo ci saremo.

E il mio inconscio comincia a darmi dei preziosi suggerimenti di notte.

Sono davanti all’albergo di N. in montagna, c’è molta gente, siamo lì tutte per una conferenza. Io devo presentare la mia relazione. Sono fiera, sicura di me, felice. Chiacchiero con tutte, sono brillante. Ma si fa sera, cala il buio e io mi trovo fuori. Fumo e guardo il cielo stellato che amo della montagna. Sono meno sicura di me, un po’ malinconica.

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Fuochi

yourcenar

Dopo un mese e mezzo di corse, impicci e imbrogli, fatiche varie; che ho ancora le spalle tese e dure come una gruccia, oggi sono potuta finalmente tornare ad essere il bambino nella soffitta con il suo nuovo libro. Coperta, fuoco scoppiettante, tisana, attrezzi da lettura e da scrittura, tabacco. L’emozione di attraversare le parole, rimanerne incantata tanto da aver bisogno di scriverle. Una scrittura, quella della Yourcenar, che mi fa scattare dalla sedia, sorridere come una pupa, spalancare gli occhi per godere dello spettacolo di tanta bravura; e uscirne scossa come intontita ma ancora eccitata. Io la chiamo felicità.

Marguerite Yourcenar      Fuochi        Traduzione Maria Luisa Spaziani

*
Assente, il tuo volto si dilata tanto da colmare l’universo. Passi allo stato fluido, quello dei fantasmi. Presente, si condensa; e raggiungi la concentrazione dei metalli più pesanti, l’iridio, il mercurio. Mi fa morire, quel peso, cadendomi sul cuore.

*
Come ogni vittima è lui il suo boia. Parole definitive potranno finalmente uscire dalle sue labbra che la speranza non fa più tremare. Che cosa dirà? Indubbiamente grazie.

*
Io non sarò mai vinta. Non lo sarò che a forza di vincere. Poiché ogni trappola evitata mi rinchiude nell’amore che finirà per essere la mia tomba, finirò la mia vita in una segreta di pure vittorie. Sola, la disfatta trova chiavi, apre porte. Per raggiungere il fuggiasco, la morte deve mettersi in movimento, perdere quella fissità che ci fa riconoscere in lei il duro contrario della vita.

*
Aveva cercato in tutti i mari del mondo un’isola, uno scoglio, un letto di sufficiente tenuta stagna da galleggiare sull’avvenire Continue reading “Fuochi”

Book of Longing

I followed the course
From chaos to art
Desire the horse
Depression the cart
I sailed like a swan
I sank like a rock

I can’t make the hills
The system is shot Continue reading “Book of Longing”

Lettera d’Amore. Sylvia Plath

Ci sono veramente tante persone alle quali va il mio Grazie più sentito. Tante: gente incontrata per caso, amic*, amori e amanti, persone molto diverse che facendo cose e dicendo cose altrettanto diverse mi hanno incredibilmente aiutato. Una in particolare, che ha accolto e tenuto in sé e per me le anime di queste molt*. Ma davvero tutt*. Questa di Sylvia Plath è anche la mia lettera d’amore.

Lettera d’amore

Non è facile dire il cambiamento che operasti.
Se adesso sono viva, allora ero morta
anche se, come una pietra, non me ne curavo
e me ne stavo dov’ero per abitudine.
Tu non ti limitasti a spingermi un po’ col piede, no- Continue reading “Lettera d’Amore. Sylvia Plath”

Da A Zero

E niente. Scusate, chi legge. Il rapporto con la mia scrittura e soprattutto con il fare poesia sta attraversando un momento di stanca. Che non è stanca forse, mi andrebbe, e molto, mi manca. Infatti rimaneggio vecchie cose, materiali che ho buttati in una cartella del pc -come roba da mettere a posto- e le pubblico qui ma poi rileggendo no, non vanno, non mi piace niente di quello che è venuto fuori ultimamente e quindi cancello, cancellerò pure questo. Oggi ho deciso che facciamo che accolgo il silenzio e non ci litigo e non mi ostino. Comunque cancellare mi dà da sempre un’energia incredibile. Quindi magari in questi giorni ci ricasco, scrivo e cancello, è probabile. Non ci fate troppo caso.

VP

Basta

Perchè -mi chiedevo- sono tanto ma proprio tanto inferocita con la gente che fa discorsi similfilosofici, quasipoesia, pseudoletteratura, sull’ineluttabilità del disastro psichico e fisico della persona adulta che ha vissuto abusi da bambin*? Perché mi ci viene la bestia? non mi scivola? mi chiedevo ‘sti giorni.  E la risposta è molto semplice: perché l’ho pensato anch’io, di me, per anni. Ho vissuto dicendo a me stessa che era andata, che ormai ero tarata, che non avrei mai potuto essere felice, amata, che non sarei stata in grado di amare nessun*, che mi sarebbe venuta, che ne so, l’ulcera stratosferica, il polmone raggrinzito, come minimo.

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Affare di Tutt*

Nostra Signora La Scienza, Nostra Santissima Madre La Biologia, Nostro Padrone Lo Stato veniamo a Voi come umil* serv* a chiedere la Grazia. Donateci il perdono per essere state vittime così impudent*, per aver osato alzare la voce, cambiare i nostri destini da Voi Accuratamente scelti. Che la maledizione de* bambin* violat* si abbatta secondo Vostro volere sull’adult* che è diventato. Continue reading “Affare di Tutt*”

Sirene

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Può anche succedere
che cinque sirene suonino
contemporaneamente. Quasi mai
ma succede.
Di solito invece segue un ordine, così:
La prima annuncia che tutto finirà a breve
La seconda segnala che si può uscire Continue reading “Sirene”

Avevamo gli Occhi troppo Belli

Figlia di puttana. Orgogliosa e puttana.
So da dove vengo. Vengo dritta dalla fica di una ragazzetta romana: Lucia Giangregorio, i capelli crespi e le mani piccole, la pelle e l’anima ruvida e in fondo delicata. Una cresciuta da sola a Tor di Nona, morta troppo giovane, ammazzata dall’indifferenza, dalla povertà, dall’ipocrisia e dalla droga di stato degli anni settanta-ottanta. Una che a calci di pistola terrorizzava i baristi di borgata o se li scopava per campare lei e i fratelli minori. So da dove vengo ma penso che oggi sia ora di dirlo.

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