Un esserino piccolo
tanto sapiens quanto no
che tronfio ogni sera si dà il permesso
di andare a letto.
Un giochetto della natura
con le mani grosse e il sedere stretto
uno che non trova mai una posizione
e sbuffa, si gira scontento
domandandosi il perché
dell’omicidio dell’anno
citando un autore
confrontandolo con tal altro
povero pensiero.
Un creaturino
cui qualcuno consola sempre
il mal di testa vezzeggiato
il giorno della festa
adulato perfino nella sconfitta.
Uno scherzo, non scherzetto
uno scherzo vero e proprio
che ha ragione, e a ragione niente teme
di sé, ché il torto può solo subire
(non fare, mai avere).
Un essere metà umano metà animale
non un uomo da foresta
ma neanche uno che ha dentro
qualche lacrima nascosta.
Un mollusco primate
negato per l’arrampicata sugli alberi
quanto per quella
dentro le menti degli altri.
Piccola e buffa cosa
che si infuria come un criceto
se viene contraddetta!
Che ama fare il meno ed avere tutto
forte solo della natura privilegiata
d’abitante di questo nostro terzo millennio.

V.Pinto

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