Da “Frammenti e scritti vari”

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Avvolgi il tuo mantello, alto sogno, intorno al bambino.

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Chi è? Chi cammina sotto gli alberi, sul lungofiume? Chi è irrimediabilmente perduto? Chi non può più essere salvato? Sulla tomba di chi sta crescendo l’erba? Sono arrivati dei sogni, risalendo la corrente del fiume, stanno salendo per una scala sulla banchina. Ci si ferma, si conversa con loro, essi sanno molte cose, quello che non sanno è di dove vengono. Molto tiepida, questa sera d’autunno. I sogni si volgono lungo il fiume e alzano le braccia. Perché alzate le braccia, invece di stringerci in esse?

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Lontana, lontana si svolge la storia universale, la storia universale della tua anima.

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Nell’uragano, pazzia delle foglie, porta pesante, un bussar lieve, accoglimento del mondo, introduzione degli ospiti, grande meraviglia, che chiacchierio, strana bocca, impossibile accettarla, lavorare guardandosi alle spalle, martellata su martellata, arrivano già gli ingegneri? No, c’è qualche indugio, il direttore li ospita, si fa un brindisi, sono giovanotti, intanto mormora il ruscello, un vecchio sta a guardare, che vita e che profumo; ma io ho la giovinezza ultraterrena, divina, per sentir questo, sublime zanzara che svolazza intorno alla lampada del tavolo, sì, mio piccolo, minuscolo commensale che, simile a una cavalletta, te ne siedi rattrappito sulla sedia

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Che cosa ti disturba? Che cosa strappa gli ormeggi del tuo cuore? Che cosa va tastando la maniglia della tua porta? Che cosa ti chiama dalla strada senza voler entrare dal portone spalancato? Ahimè, è proprio colui che tu disturbi, del quale strappi gli ormeggi del cuore, della cui porta vai tastando la maniglia, che tu chiami dalla strada e attraverso il cui portone spalancato tu non vuoi entrare.

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Coloro che diffidano sempre sono persone le quali suppongono che, accanto al gran trucco generale, ci sia in ogni caso, fatto apposta per loro, un piccolo trucco particolare, per cui, ad esempio, durante una commedia d’amore, l’attrice, oltre al sorriso falso destinato al suo amante, abbia anche un sorriso particolarmente subdolo per un ben determinato spettatore in loggione. Stupido orgoglio.

 

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Una parola sola. una sola preghiera. Soltanto un moto dell’aria. Solo una prova che ancora vivi e aspetti. No, nessuna preghiera, solo un respiro, nessun respiro, solo una disponibilità, nessuna disponibilità, solo un pensiero, nessun pensiero, solo un tranquillo dormire.

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I più insaziabili sono certi asceti: fanno scioperi della fame in tutti i campi della vita e in tal modo vogliono ottenere contemporaneamente le seguenti cose:

  1. una voce deve dire: Basta, hai digiunato abbastanza, ora puoi mangiare come gli altri e non ti sarà computato come cibo;
  2. la stessa voce deve dire contemporaneamente: E’ da molto tempo, ormai, che digiuni per forza, d’ora in poi digiunerai con gioia, ti sarà più dolce che il mangiare (ma intanto mangerai anche davvero);
  3. la stessa voce deve dire contemporaneamente: Tu hai vinto il mondo, io te ne libero, ti libero sia dal digiunare che dal mangiare (ma intanto digiunerai e mangerai);

A ciò si aggiunge una voce che ha loro parlato da sempre, ininterrottamente: Il tuo digiuno non è completo, ma hai la buona volontà e quella basta.

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Come il bosco respira sotto il chiaro di luna, ora si contrae, diventa piccolo, fitto, gli alberi si ergono verso l’alto, ora si allarga, scivola giù lungo tutti i pendii, si fa basso cespugliame, meno ancora: lontano chiarore nebbioso.

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