Si è alzata la marea
ti ho visto nuotare.
Una misteriosa immagine:
eri tutto dentro ma ancora lontano
che sembrava fuori.
Ho controllato anche di notte non affogassi
ti ho mandato cibo ogni sei ore. Da atea
mi sono sentita pregare per la prima volta
il dio del mare di lasciarti in pace
che ti facesse approdare salvo alla mia riva.
Ho cantato per indicarti la strada
una canzone degli alpini
che ti incitasse a uscire
a salpare quelle montagne.
Eri così forte lì dentro da solo
io tanto decisa fuori ad aspettare
una mano tra i flutti mezzo occhio
una gamba in volo.
Impauriti e invincibili da terra a mare
lo svolgersi di ogni contraddizione.
Poi una mattina sei arrivato.
Un freddo pungente mi ha gelato
le gambe il sesso
aperto di scatto gli occhi.
Il cielo verde
le nuvole mascherine
una luce impossibile: bianca.
Tu blu e appeso a testa in giù
io rossa sdraiata a pancia aperta.
Una chiara immagine:
sei venuto fuori al mondo, dentro.
Dentro, fuori di me.

Les Cheetham: Nuvole bianche di Einaudi, chitarra

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