Il dolore non è affatto un privilegio, un segno di nobiltà, un ricordo di Dio. Il dolore è una cosa bestiale e feroce, banale e gratuita, naturale come l’aria.
Cesare Pavese

Aydolór

Fatto e ubriaco che di lacrime
vomito intasa i cessi, spranga le porte
chiama in raccolta gli immaginabili
i sospetti, arrotola strategie in pergamene
consuma giorni in vendette.

(Coro)Aydolór!

Spettro risorto in città gremite di veli, sandali
di pianti, in città svuotate d’ esplosioni sacre
martiri senza braccia volto, statue sanguinanti
comunque in vita e forti.
La tua legge: ai posteri ai posteri!

Aydolór

Droghiere di tutti i tempi
che vende con le penne più docili
alle anime più fragili, l’illusione
della conoscenza, profondità e vertigine.

(Coro) Aydolór!

Quanto pesa ancora la falsa promessa
che serve. In ogni caso. A chiunque serve:
a far più acuta l’intelligenza
più spessa la pelle, a far brillare scintille
di fuoco dalle labbra dopo la salita
dalla gola dell’urlo: Ay dolòr!

Non c’è, né c’è mai stata ragione
di aggiungere carbone alla stufa
che sputa il fumo dei corpi di cui ti nutri
delle menti che inganni.

Aydolór mi pequeñito mi alma mi vida
lascia che ti menta, m’illuda
di sacrificarti in persona di ogni figlio
una volta per tutte.
Non dirmi come sempre che rinascerai
mai, m aydolór.

Veronica Pinto

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