Canzoncina ottimistica

Qua e là si dà il caso
che qualcuno gridi e chiami aiuto.
Subito un altro si butta in acqua,
assolutamente gratis.

Nel folto più folto del capitalismo
da dietro l’angolo arrivano fulgenti
i pompieri che spengono, oppure nel cappello
del mendicante brilla a un tratto qualcosa.

La mattina le strade sono gremite
d’individui che, senz’estrarre coltelli
vanno avanti e indietro in tutta calma
per acquistare latte e rapanelli.

Come nella pace più totale.

E’ un gran bel vedere.

*

Dichiarazione di

Nel retro delle birreria,
dove si son radunati sette ubriachi,
è qui che incomincia – la guerra; sotto la brace
nell’asilo infantile; l’Accademia
delle Scienze la cova fino alla nascita;
no, è in una sala parto di Gori
o di Brunau che prospera, in internet,
nella moschea; la essuda
il cervellino del poeta patriota;
perché qualcuno è offeso, perché qualcuno,
in nome di Dio, ci ha preso gusto,
la guerra infuria, a motivo del colore della pelle,
nel bunker, per burla, o soltanto per svista;
perché la salvezza dell’umanità
richiede sacrifici, e soprattutto
di notte, per via dei campi petroliferi;
per motivo che anche l’automutilazione
ha il suo fascino, e perché scorre denaro
la guerra incomincia, nel delirio,
per una partita di calcio perduta;
un grosso sbaglio, per amor di Dio; be’, allora;
malgrado nessuno l’abbia voluta; ahah;
così, per piacere, all’eroica,
e perchè non ci viene in mente nient’altro.

*

Ebbrezza d’altitudine

Da un lato eterni arzigogoli-
autoreferenziali-
dall’altro non si comprende-
io perlomeno no,
io non so donde vengano
a noi queste doti quasi
ultraterrene.
Ogni bagaglio
buttarlo a mare,
di rado è dato
semplicemente di liberarsene:
un autoinganno,
o qualche minuto
di solitario volo
nel chiarore dell’assoluto?
Si fa un respiro,
poi si ha il sangue dal naso.

*

Ordine del giorno

Telefonare consulente fiscale, lavorare un po’.
Meditare sulla foto di una donna
che si è ammazzata.
Andare a vedere quando si è cominciata a usare
l’espressione immagine del nemico.
Dopo il tuono osservare le bolle
che il nubifragio forma sul lastrico
e bere l’aria bagnata.
Fumare e guardare un po’ di televisione senz’audio.
Chiedersi di dove viene il prurito del sesso
durante una squallida riunione.
Pensare per sette minuti all’Algeria.
Dar fuori in bestemmie come un dodicenne
su un’unghia che si è spezzata.
Ricordarsi di una precisa sera,
ventun anni fa, era di giugno,
un pianista nero suonava il cha cha cha
e qualcuno piangeva di rabbia.
Non dimenticare di comprare il dentifricio.
Cercare di capire perché e (elevato pi greco i)* uguale -1;
perché Dio non lascia mai
in pace gli uomini, e neanche il contrario.
Cambiare la lampadina in cucina.
Ritirare dal balcone, con cautela,
la cornacchia fradicia, arruffata, inanimata.
Contemplare le nuvole, le nuvole.
Ma anche dormire, dormire.

* simbolo nel testo

Traduzione: Anna Maria Carpi

Annunci