Broeder Gheraerts Naturkunde, Utrecht 15th century. Wolfenbüttel, Herzog August Bibliothek, Cod. Guelf. 18.2 Aug. 4°, fol. 123r
Broeder Gheraerts Naturkunde, Utrecht 15th century.
Wolfenbüttel, Herzog August Bibliothek, Cod. Guelf. 18.2 Aug. 4°, fol. 123r

 

Prestami la tua anima
una di quelle che insieme ai discorsi
mi hai rovesciato addosso tante sere.
Decidi tu, non importa quale
un’anima delle tue anche mediocre
una di quelle di cui ti vuoi sbarazzare
ma che senta, che mi tolga
questa voglia di starmene così
senza pace anestetizzata
mi lasci affondare questo sorriso
che non ha paura di niente
che si preoccupa troppo ma per poco.
Poi troppo poco.

Prestami le tue lacrime
i tuoi bisbigli nel sonno
il tempo che passi a consolarti
a congedarti da te stessa solo
per pretendere di ritornare.
Forse posso imparare
a non mortificarmi con parole dure
per meravigliarmi di come, dopotutto,
non riescano a ferirmi che per un momento.
Troppo e troppo poco.

Ho deciso, sono pronta, posso imparare.

Quando ti guardo dormire sento qualcosa
come un tepore che arrossisce nello stomaco
e mi si apre un vuoto, una fame sconsolata.
Vorrei prenderti e scavarmi
un posto fra il tuo seno e la tua pancia
vorrei prenderti piena di mani e ridere di te
che mi fai tanto spazio, senza sapere.
Vorrei morderti forte fino a farti
male e urlare di andare via, di lasciarti.
Invece non faccio che abbracciarti
quando ti vedo dormire
annusarti i capelli, il collo, asciugarti
questa piccola goccia di sudore.

Veronica Pinto

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