Helmut Newton, Violetta Sanchez, 1979
Helmut Newton, Violetta Sanchez, 1979

 

Scopami con forza prendi ogni spazio e riempimi i buchi, di mani cazzi, di cera bollente. Tira, tirami tutte le labbra i capelli, schiaffeggia colpisci. Bendami, fatti penetrare infilare, mordere afferrare. Lascia che mi ribelli, urla guaisci, strizza fammi piangere. Fatti scopare in piedi su muri graffianti: che la tua schiena ricordi, che il mio culo fiammeggi e la fica ti bruci. Legami, fammi aspettare, stordiscimi con un orgasmo lungo e doloroso, fatti mettere le mani in bocca, saggiare i denti la resistenza, tirarti fuori la lingua, mangiarmela.
Stringimi contienimi, fatti leccare tutta la pelle gli incavi, avvicinati, baciami calda,  fatti gustare, fammi sentire il tuo buon odore il tuo fiato d’amore, d’eccitazione. Piangi di gioia assaggiami, fatti dire che ti amo amami, vieni morbida stammi addosso, fatti abbracciare, prendere il viso tra le mani e guardare, prendere la fica tra le mani e cadere, in estasi. Accarezzami, chiudi gli occhi rilassati, giaci senza più forze, fatti dire che sei splendida, che mai mai come ora. Gemi
tenendomi stretta, andiamocene lontane. Respira
Ridi gioca, spalmiamoci marmellate gelati, ghiaccioli,
scopiamo come siamo, veloci mezze vestite. Canta, fatti raccontare storie, dimmi, fatti dire cosa voglio vuoi cosa ti piace, che ci potrebbe servire, usciamo compriamo tutto, dimentichiamo le pile. Fammi fare la scema, balliamo stupidi balletti erotici, leggimi ad alta voce le emozioni prendimi in giro, travestiamoci. Sono cappuccetto rosso e tu il cacciatore, tu la ladruncola io la poliziotta crudele, fatti sbattere in galera, fammi alzare la gonnellina. Tu Biancaneve e io il nano dal cazzo vibrante.
Perché è nel sesso che riesco ad essere Io e non Me, è il mio luogo libero, la casa di tutte le mie anime.

*
Ma se il possesso e quell’amata unione di dolore e piacere
diventa aggressione.

Se fuori dal patto:
Afferri i polsi, prendi il collo, trattieni le braccia, spingi, lasci lividi
Fai della mia dolcezza un pretesto per imporre comando, obbedienza
E l’abbraccio, il contenere proteggere è mater-paternalistico
Se il divertimento si trasforma in scherno beffa, superiorità
L’allegria simbolo d’infantilismo e non gioco adulto, con tutto quello che comporta.
Se. Io me ne vado.
Non è illustrato il limite e non ha copertina rigida, è scritto in piccolo ma ha un dovere da leggere con attenzione, tenere a mente e mettere in pratica.

Veronica Pinto

Sinead O’ Connor, Queen of Denmark. (cover, John Grant)

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