Margaret Livingston as the vamp in F. W. Murnau’s Sunrise (1927) copying Musidora.
Margaret Livingston as the vamp in F. W. Murnau’s Sunrise (1927) copying Musidora.

1. Lite.
Una furia, mi urlò Inginocchiati, poi quasi in preghiera
sospirò, Chiedimi scusa. Mi lanciò addosso un’occhiata di lava.
2. Gioco.
Mi morse la pancia e tenendosi coi denti stretta alla mia pelle,
guardandomi dritta come se tendesse una fune,
disse solo Non resistere, rilassati, cedi.
3. Prova.
Mi prese tra le braccia poi mi mise a distanza con delicatezza
e prima di colpirmi mi strinse negli occhi, sussurrò Hai paura?

Io mi inginocchiai dissi Scusa, non resistetti mi rilassai,
cedetti e dissi No. Presi la fune, trattenni e lasciai
andare il fuoco, vidi noi nella sua pupilla.
Poi aggiunsi piano Calmati pensai Calmatevi
Va tutto bene e ancora, Non ho paura.

Le loro voci tremavano e così anche tremavano
le labbra le mani, le luci
e i loro denti dondolavano e le tende, io.
Quegli sguardi languidi domandavano di venire nel mio,
chiedevano protezione, rifugio.
Lasciai entrare ogni cosa, potevo contenere tutto.
E trasformai quel tutto in calore, lo lasciai uscire, andare verso di loro.

Il dolore fu un pretesto e un accidente imprevisto il piacere.
Il resto tra noi sublime e ultraumano.
Furono i miei primi maestri inconsapevoli.
La strada che mi aprirono, non la immaginavano.

Veronica Pinto

Lettura
me la canto e me la sòno

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