shielefacciaverde

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Bene il viaggio è finito e sono commossa. Questa è l’ultima che ho ritrovato.

Per Santi

Per tutte le volte in cui non ti ho ascoltato e capito, per tutte le volte che ho pensato che fossi Così anche se non avevo paura che Cristo mi perseguitasse. Per le volte che ho avuto paura, non di te ma di me. Per tutti i complimenti che non ho saputo vedere, ai quali non sapevo rispondere, che dire. Per quando avevi bisogno e non ci sono stata, e per quando ci sono stata. Per quando rispondevo alle tue paure come un tic, le mie risposte fredde e programmate, e per quando le consideravo assurde e volevo che te ne liberassi, rabbiosamente.

Per le notti meravigliose in cui mi lasciavo andare a parlarti dal buco delle nostre camere così vicine, per gli abbracci e i pianti, per le risate e la fame. Per il tuo genio alla chitarra e ogni giorno in cui mi hai ascoltato assorto mentre leggevo e provavo. Per quando ti incazzavi e mi incazzavo e strillavamo come ossessi e non ci volevamo sentire. Per l’amore che ci siamo dati e le distanze che ci siamo costruiti. Per il Sano e il Malato e cosa vuol dire. Per le mille cose che mi hai insegnato, perché non ero io quella che faceva vedere agli altri l’ombra che appare dal corpo, ma tu che mi facevi vedere la mia.

E so che queste lacrime a tempo scaduto, so che questo pathos ti farebbe sorridere e incazzare, e che probabilmente se ci fossi, se stessi adesso qui insieme a me, ne riderei con te, con quel gesto che conosci di tirare indietro la testa per ricacciare tutto negli occhi, e provare a fare finta di niente, …ma  lo dovevo dire.

 

Conversazione sesta: il tic

E come nessuno in particolare, tutta la popolazione umana sta come può.
Di mattina sono bambino adesso adolescente.
Di giorno si inizia, non è difficile. Basta tenersi presenti.

Io credo che alle altre persone che ti circondano
tu risponderai sempre come hanno bisogno.
Gli farai sempre vedere l’ombra che appare dal loro corpo.
La tua lasciatela lì. Nasconditi! Ti rubano poco a poco.

Se non me ne vado da qui non avrò mai più da mangiare.
Mia madre è matta non mi porta da mangiare, non mi vuole far funzionare.
Futuro: mi farò funzionare senza aiuti. Una volta alla settimana.

Non posso puntarmi l’arma al collo solo per l’istinto naturale.
No, mi devo lavare e essere più che egoista e non telefonarti.
Tu che pensi che io sia così e invece non mi ascolti.

Gli altri non ti ascoltano perché hanno paura che Cristo
perseguiti anche loro. Come non può essere perché non c’è.

Se pensi che io ti penso ti viene un tic e allora tu parli
ma in realtà è un tic. Hai il tic della risposta.

Veronica Pinto

 

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