Pgs._16_17_-_Labyrinth_grande

 

Incatenato negli abissi
da serpenti corallo,
imprigionato in una casa
con molte stanze e nessuna porta.
Seduto sul fondo di un burrone irraggiungibile,
portato via dalla corrente di un fiume.

Per un pelo
sempre per poco, questione di un attimo
ma non riuscivo a salvarlo.

Me l’hanno servito su un piatto d’oro
e quando mi sono rifiutata di mangiare
si è nascosto dentro la borsa da viaggio
che ho poi perso in aeroporto.
L’ho cercato tra Tokyo e Copenaghen
ma niente, non sono riuscita a trovarlo.

Fino a quando stanotte, eccolo là di nuovo,
svenuto, legato stretto ad un albero.

Chissà se erano indiani, danesi o giapponesi
quelli che dormivano nelle tende lì a fianco,
sta di fatto che non c’era nessuno
che mi potesse impedire di salvarlo.

In cielo le nuvole si muovevano lentamente
l’aria, la mia, bell’aria di montagna.

Bruciava un solo fuoco in lontananza
faceva tanta luce, m’indicava la strada.
Ho avuto tutto il tempo, è stato facile slegarlo.
Mi sono sentita così forte ed era solo l’alba.

Veronica Pinto

Annunci