10-La-Storia-Infinita-film

Fossi rimasta.
Nella stanza numero tre.
Sarei scesa dal mio rifugio.

E per la fretta avrei sbattuto
di sicuro la testa, due tre
volte sul soffitto basso.

Chiamando i santi, tirando giù i sepolti
avrei chiuso la finestra tra le travi
e coperta dalle tendine

mi sarei fatta vento, fantasma veloce
tra i vestiti dei morti appesi
gli scatoloni, le vernici.

Sarei scesa a salutarti.
A pregarti di non dar più retta
alla grande bomboniera crudele

che ti promette ogni anno le felicità
per poi abbandonarti, tremante di rabbia
lì, all’altare.

Sarei scesa di corsa
per bussare alla tua porta.
Tu avresti potuto aprire.

Uscire fuori con la testa
e i capelli tutti in coda.
Io avrei messo il piede.

Sarei entrata per parlarti
come fanno gli esseri umani
non dare la colpa ai cattivi tempi.

Abbracciarti, metterci sotto l’acqua insieme.
Sfregarci bene con il sapone.
Lavarti via quest’aria di chi non s’aspetta

e farmi togliere questa pelle di boia
che mi hai messo addosso.
Che mi consuma.

Veronica Pinto

 

 

 

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