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Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

Mese

giugno 2016

Una Pietà Assassina

 

C’è la giovane Ruth in televisione, dice:
“Lavoro nelle saline
guadagno mezzo dollaro al giorno
gli occhi mi bruciano
la sera gli occhi mi fanno male.” Continue reading “Una Pietà Assassina”

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Stato

 

In boschi verdi invernali
grotte di ghiaccio
dentro miniere rosse
sopra vulcani
a volte camminando
altre sospesa guardandomi, dall’alto.
Che scelga d’andare
o succeda all’improvviso
mi bagna quella stessa neve Continue reading “Stato”

Un momento dopo

[…]E allora la presi e le vidi spuntare i seni
la sua pelle luce bianca, sottile.
Gli occhi le diventarono ciliegie
non vedevo che le sue ciglia battere e battere. Continue reading “Un momento dopo”

Come si dice? Il Pozzo

 

Some dance to remember, some dance to forget

Ecco qui. Persino quando ridi, collezioni baci, proclami,
qualcuna da dentro scava quel pozzo. Lo chiami pozzo,
ti sei convinta di trovarci acqua, o forse è per la lingua
che si ripete nelle sue parole, forse per questa stanchezza
che già tanto se ti concede di battere i soliti tasti. Continue reading “Come si dice? Il Pozzo”

Prendi un Morto

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Prendi un morto e portalo in un luogo sicuro
mettigli del profumo, spazzola i suoi capelli,
incipriagli il naso. E’ il tuo naso quello. Continue reading “Prendi un Morto”

Jack Hirschman, L’Arcano delle Torri Gemelle

 

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1.

Un lutto tale dal quale
potremmo svegliarci
(essendo stati risvegliati da una tale luce)
per vedere la luce
alla fine:

che noi siamo ora
non più
né meno ma siamo stati più di altri

una terra violenta

nei nostri mercati monetari
nella nostra “legge ed ordine”
nei nostri “Quotidiani” quotidiani
nei nostri letti

una vita violenta Continue reading “Jack Hirschman, L’Arcano delle Torri Gemelle”

Tana Liber* Tutt*!

 

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Sorridono magari e parlano di “utopia”, pensano alle/ai sognator* scuotendo la testa, intenerit*, come fossimo neonat* del mondo e dovessimo ancora imparare  “come funzionano davvero le cose”. Vedono le masse, disattent*, ripetendo come mantra definizioni stereotipate, e ignorano l’invisibile rete che ogni giorno lotta per, sostiene e incoraggia pensieri diversi.  Tanti progetti, Continue reading “Tana Liber* Tutt*!”

Lingua di Fiume

 

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Mayim Mizu Vesi Udor Nerò
Apa Woda Woda Van Vatten.
Akvo Eau Air,
Wasser Eau.
Udor Nerò, Ma Su
Voda Viz Vesi Mayim Viz.

Acqua, non capisco.
Acqua sì, ma ascolta bene: Continue reading “Lingua di Fiume”

La Poesia Non è un Lusso, Audre Lorde

 

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[…]Perciò è meglio parlare 

Ricordando

Che non era previsto che noi sopravvivessimo.

Audre Lorde. Litania per la Sopravvivenza.
Ci sono poesie che ti prendono per i capelli e ti alzano, ti riportano in vita. Questa è la mia. L’avevo scritta su un pezzo di carta e messa vicino al letto, la leggevo e la ripetevo spesso ad alta voce, come una vera e propria Litania. Ci sono stati molti autori che mi hanno dato la forza in tante situazioni, ma lei mi ha raccolta e rimessa in piedi, e dopo avermi tirata su mi ha dato una voce. Che ora la senta flebile non deve importare, ci tocca, prima o poi, di dover riportare alla memoria come eravamo, le nostre conquiste, chi siamo  diventate. Chi ci opprime da dentro di noi, deve essere messo a tacere molte volte nel corso di una vita, non si può vivere mai con la certezza di essersene liberate, una volta per tutte.

La poesia non è affatto un lusso.

“La qualità della luce attraverso cui scrutiamo le nostre vite è in rapporto diretto con il prodotto che viviamo e con i cambiamenti che speriamo di apportarvi attraverso queste vite. All’interno di questa luce formiamo le idee mediante le quali perseguiamo il nostro magico e lo rendiamo reale. Continue reading “La Poesia Non è un Lusso, Audre Lorde”

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