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Sorridono magari e parlano di “utopia”, pensano alle/ai sognator* scuotendo la testa, intenerit*, come fossimo neonat* del mondo e dovessimo ancora imparare  “come funzionano davvero le cose”. Vedono le masse, disattent*, ripetendo come mantra definizioni stereotipate, e ignorano l’invisibile rete che ogni giorno lotta per, sostiene e incoraggia pensieri diversi.  Tanti progetti, persone, idee che si muovono alla luce del sole , in sotterranei, dentro case, in palestre abbandonate, per le strade. In buchi di paesi e nelle grandi città.

Per un’educazione libera, perchè alle/ai nostr* bambin* sia data la possibilità di crescere come esseri umani e di conoscere le infinite possibilità di mondi che ogni sguardo può aprire, guardando profondamente se stess* e le/gli altr*.

Fanatic* della produttività, idealist* del “branco” che uccide o fortifica, le scuole crescono undicenni calvi, pieni di incubi, con attacchi d’ansia, definendoli  DIS-tutto, dislessici, disgrafici, dis tutto. Distrutt*.

Alle bambine dicono di abbassare la gonna, ai bambini di abbassare le mani. Ed ecco che ri-inizia e si rinforza la cultura dello stupro. Un circolo vizioso, portato avanti da menti che non sanno guardare al cambiamento, anzi, che non sanno vedere il cambiamento che già esiste, che si muove da un  piccolo gruppo ad un altro, che saltella da un progetto ad un altro e mette radici.

Le/i nostr* bambin* non vengono educati al rispetto, alla parità di genere, alla valorizzazione di ogni diversità come ricchezza. Semplicemente alle/ai nostr* bambin* non insegniamo la paura, la diffidenza, la violenza, non insegniamo, diamo loro gli strumenti per conoscersi, per esprimersi. E ascoltiamo, guardiamo, impariamo anche noi.

Non ho conosciuto bambin* razzist*, omofob*, sessist*, prevaricator*, non ne ho conosciuto un* che non avesse odio e disgusto per la guerra, la malattia, la povertà, l’ingiustizia. Non ho incontrato in vita mia una/un bull*, una/un disadattat*,  prima che le/gli adulti la/lo facessero diventare tale.

Prima che le/gli adulti definissero per lei/lui cosa è normale o no, cosa è Sano o no, cosa è Maschio/Femmina, Strano, Normale, Diverso, Nemico.

Educare, portare alla luce, quello che ogni essere umano è, e vuole essere in potenza, richiede tempi e attenzioni maggiori. Perciò alle/agli scettic* alle/ai sorridenti di compassione, vorrei dire che noi continuiamo, e che siamo tant*, e che le/i nostr* bambin* sono già pront* a combattere la loro battaglia per mondi, pratiche, pensieri, che a voi paiono impossibili.

Veronica Pinto

 

 

 

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