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Prendi un morto e portalo in un luogo sicuro
mettigli del profumo, spazzola i suoi capelli,
incipriagli il naso. E’ il tuo naso quello.
Prendi un morto, un bel cadavere, affascinante
mettile il rossetto, gridale puttana
copri le sue cosce, di’: poverina,

il giorno dopo dalle della scema.
Prendi un morto e corri forte
che gli voli il turbante, che cadano le croci
i gioielli, libri, i coltelli,
corri forte, tira!
coi carri, ricordi?
Che rimangano a terra i suoi orecchini,
si stacchino dalla pelle i tatuaggi
che non conosci, che non capisci.
Guarda il morto nudo, va già meglio?
continua a correre lo stesso.
Non è il tuo morto quello.
Prendi un morto, uno piccolo, un cadaverino
Ammira
le sue gambette paffutelle
immobili, guarda la dolce pancia
vuota
mettitelo nel taschino, che gli altri vedano,
vedano te che piangi, non il bambino.

Prendi decine di morti, mettili in fila,
fagli una sonata, di’: come mi assomigliano.
Potrei…Io!
Manifesta, manifesta i Tuoi sentimenti
il dolore la rabbia la paura, sfogati!

Prendi tanti morti, non li muovere, è pericoloso,
potrebbero infettarti.
Mettiti i guanti, sii prudente,
e copri i loro corpi, copri le loro vite frocie,
copri e guarda, di’: sono così diversi.
No, non potrei…Io?
Mostra lo stesso un po’ di dolore,
che gli altri vedano, il cuore che hai.

Veronica Pinto

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