In boschi verdi invernali
grotte di ghiaccio
dentro miniere rosse
sopra vulcani
a volte camminando
altre sospesa guardandomi, dall’alto.
Che scelga d’andare
o succeda all’improvviso
mi bagna quella stessa neve
che brucia sulle cime
nelle tue mani.
Questa la piccola morte dove
non c’è luce ma bianco
che fa in un momento
di sassi iceberg pini
uno soltanto: il più prezioso.
Questo il viaggio
sentire tra le montagne
l’eco delle grida di piacere
il tuo nome che rimbomba
da parte a parte
quelle vallate che diventano scogliere.
Appoggiata alla tua bocca
di polpa morbida da succhiare
vedo le ali aprirsi di un’aquila
penna a penna
piano, penna a penna.
Mi si schiudono gli occhi.
Galleggio calma nel mare tiepido delle tue braccia.

Veronica Pinto
2013

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