Ah. Non sono più triste
non mi abbatte come prima la malinconia.
L’albero storto mi fa voglia
di vestirlo, e questo vento
che rinfreschi geli
non mi disturba neanche un po’.
Che accarezzi schiaffeggi pare
faccia quello che deve.
Eppure tempo fa affogavo anch’io
alla sola vista delle nuvole basse
tra le montagne, e un certo paesaggio
come a Brecht il fratello
le lacrime – sempre- mi faceva spuntare.
Dov’è finito quel tormento?
Che ne è di quei sospiri?
Erano i miei occhi o proprio le cose
che in quel momento, chiunque,
avrebbero pietrificato?
Vieni da me giovane prato
-chi ti ha lasciato, senz’acqua,
così a lungo sotto il sole?
mare agitato picchiato dalle onde
nebbiolina sopraffatta da luce tetra.
Venite qui tristi cose
basta con le lagne.
Vi stringerò tutte, vi terrò strette
dolcissime e acquietate.

Veronica Pinto

Annunci