sciamana

 

[…]Voglio tentare un femminile terribile.

Il grido della rivolta calpestata, dell’angoscia armata in guerra, e della rivendicazione. E’ come il gemito di un abisso che venga aperto: la terra ferita grida, ma s’innalzano voci, oscure come il fondo dell’abisso, e che sono il fondo dell’abisso che urla.

Per lanciare questo grido mi svuoto, non d’aria ma della stessa potenza del rumore. Innalzo davanti a me il mio corpo d’uomo. E avendo gettato su di esso “l’occhio” di una misurazione orribile, lo costringo pezzo per pezzo a rientrare in me. Ventre, prima. Bisogna che il silenzio cominci dal ventre.[…]

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