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Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

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Scritti o no di altri

Fuochi

yourcenar

Dopo un mese e mezzo di corse, impicci e imbrogli, fatiche varie; che ho ancora le spalle tese e dure come una gruccia, oggi sono potuta finalmente tornare ad essere il bambino nella soffitta con il suo nuovo libro. Coperta, fuoco scoppiettante, tisana, attrezzi da lettura e da scrittura, tabacco. L’emozione di attraversare le parole, rimanerne incantata tanto da aver bisogno di scriverle. Una scrittura, quella della Yourcenar, che mi fa scattare dalla sedia, sorridere come una pupa, spalancare gli occhi per godere dello spettacolo di tanta bravura; e uscirne scossa come intontita ma ancora eccitata. Io la chiamo felicità.

Marguerite Yourcenar      Fuochi        Traduzione Maria Luisa Spaziani

*
Assente, il tuo volto si dilata tanto da colmare l’universo. Passi allo stato fluido, quello dei fantasmi. Presente, si condensa; e raggiungi la concentrazione dei metalli più pesanti, l’iridio, il mercurio. Mi fa morire, quel peso, cadendomi sul cuore.

*
Come ogni vittima è lui il suo boia. Parole definitive potranno finalmente uscire dalle sue labbra che la speranza non fa più tremare. Che cosa dirà? Indubbiamente grazie.

*
Io non sarò mai vinta. Non lo sarò che a forza di vincere. Poiché ogni trappola evitata mi rinchiude nell’amore che finirà per essere la mia tomba, finirò la mia vita in una segreta di pure vittorie. Sola, la disfatta trova chiavi, apre porte. Per raggiungere il fuggiasco, la morte deve mettersi in movimento, perdere quella fissità che ci fa riconoscere in lei il duro contrario della vita.

*
Aveva cercato in tutti i mari del mondo un’isola, uno scoglio, un letto di sufficiente tenuta stagna da galleggiare sull’avvenire Continue reading “Fuochi”

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Book of Longing

I followed the course
From chaos to art
Desire the horse
Depression the cart
I sailed like a swan
I sank like a rock

I can’t make the hills
The system is shot Continue reading “Book of Longing”

Barthes, Frammenti di un Discorso Amoroso

 

Roland-Barthes

 

[WINNICOTT: “”La Crainte de l’effondrement”, 75]. Ma “la paura clinica del crollo è la paura d’un crollo che è già stato subito (“primitive agony”) […] e vi sono dei momenti in cui un paziente ha bisogno che gli si dica che il crollo la cui paura mina la sua vita è già avvenuto”. Lo stesso avviene, a quanto sembra, per l’angoscia d’amore: essa è la paura di una perdita che è già avvenuta, sin dall’inizio dell’amore, sin dal momento in cui sono stato stregato. Bisognerebbe che qualcuno potesse dirmi: “Non essere più angosciato, tu l’hai già perduto(a)”.

 

ANNULLAMENTO. Accesso di linguaggio durante il quale il soggetto giunge ad annullare l’oggetto amato sotto il volume dell’amore stesso: con una perversione propriamente amorosa, il soggetto ama l’amore, non l’oggetto.[…] Basta che, in un lampo, io veda l’altro nelle vesti d’un oggetto inerte, come impagliato, perché trasferisca il mio desiderio da questo oggetto annullato al mio stesso desiderio; io desidero il mio desiderio, e l’essere amato non è più che il suo accessorio.Mi esalto al pensiero di una così nobile causa, che non tiene nel minimo conto la persona che ho preso a pretesto (questo è almeno quanto mi dico, felice di potermi innalzare sminuendo l’altro): io sacrifico l’immagine all’Immaginario. E se un giorno dovessi decidermi di rinunciare all’altro, il violento lutto che mi colpirebbe sarebbe il lutto dell’Immaginario: era una struttura cara, e io piangerei la perdita dell’amore, non già la perdita di questa o quella persona. Continue reading “Barthes, Frammenti di un Discorso Amoroso”

Monologo del Non So

Mariangela Gualtieri

 

Io non so se questa mia vita sta spianata su un

buco vuoto. Non so se il silenzio che indago
é intrecciato alla mia sostanza molle.
Io non so se quello che cerco e ho cercato e
cercherò, non so se quello che cerco
é un insulto a quel vuoto.
Non so se questo fatto di non avere Continue reading “Monologo del Non So”

Balestrini, Empty Cage

[…]L’uso assicura il non ordine la libertà l’istante è sempre una rinascita ogni ripetizione deve provocare un’esperienza del tutto nuova il significato è l’uso non solo non lo voglio ma voglio distruggere il potere il mondo non è diventa si muove cambia ciò che conta è ciò che avviene

comunicare è sempre imporre qualcosa lasciando alle cose la libertà di essere ciò che sono

frantumare la loro linearità! Continue reading “Balestrini, Empty Cage”

Nizar Qabbani

nizar-qabbani

Sul sito del Centro Studi e Ricerca di Orientalistica una recensione de “Le poesie più belle” di Nizar Qabbani.    Qui il sito
Sotto, un mio esercizio di traduzione senza nessuna pretesa, ogni suggerimento è benvenuto.

Jogging

We stood in columns
like sheep before slaughter
we ran, breathless
We scrambled to kiss
the shoes of the killers. . . . Continue reading “Nizar Qabbani”

Built then Burnt (Hurrah!Hurrah!)

 

Dear brothers and sisters
Dear enemies and friends
Why are we all so alone here?
All we need is a little more hope
A little more joy
All we need is a little more light
A little less weight
A little more freedom

If we were an army
And if we believed that we were an army
And we believed that everyone was scared
Like little lost children in their grown-up clothes and poses
So we ended up alone here
Floating through long wasted days
Or great tribulations
While everything felt wrong

Good words, strong words
Words that could’ve moved mountains!
Words that no one ever said
We were all waiting to hear those words
And no one ever said them
And the tactics never hatched
And the plans were never mapped Continue reading “Built then Burnt (Hurrah!Hurrah!)”

Giovanna de Carli, Poesie

 

letizia-battaglia

Foto: Letizia Battaglia

 

#
Se fossi stata una bambina tutta vestita di bianco
in una casa tutta dipinta di bianco
e candidi grembiuli e vetrate su un giardino candido di gelsomino
e bianche tende alle finestre
e mille bambine bianche alle mie feste
e bianchi tappeti per bianche scarpine
le giornate fatte solo di mattine
se ci fosse stato del candore
se un filo bianco avessi portato al cuore
se fossi stata pura
se fossi stata lieve
se fossi stata una bambina di neve
se nella mia culla fosse entrato il vento
sarei stata.
Almeno per un momento sarei nata Continue reading “Giovanna de Carli, Poesie”

Sigur Rós – Fjögur píanó

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